Il mio “FIGLIO DI MERCURIO” su “LA NUOVA FERRARA”

 
13 giugno 2013 —             pagina 27           sezione: Nazionale
        FERRARA. Il fascino discreto della borghesia? Sicuramente, ma in questo caso si tratta del fascino discreto della città      estense. Perché se è vero che tanti ferraresi si lamentano e denigrano la propria terra, è altrettanto vero      che turisti, aspiranti tali, e sognatori la vedono come una città affascinante, splendida e ricca di suggestioni. Propriamente      non solo Ferrara ma anche il territorio che la circonda: dalle campagne che si estendo a perdita d’occhio, al Po e fino a      arrivare al mare, il Ferrarese è da sempre motivo di interesse. Gabriella Bertizzolo ha infatti scelto di ambientare      in queste zone il suo “Figlio di Mercurio [la mente ri(s)cattata]”, (Leonida edizioni, 2013). L’autrice, nata      a Bassano del Grappa, si laurea nel 1978 a Padova; intraprende la carriera dell’insegnamento e collabora alle attività      “Ipotesi cinema”, iniziativa diretta dal regista Ermanno Olmi. Dopo la pubblicazione di sei raccolte poetiche,      alcuni testi in prosa comparsi in antologie e compendi letterari, la Bertizzolo con “Figlio di Mercurio” esordisce nel mondo      del romanzo. Esordio che fin da subito regala soddisfazione perché si aggiudica il premio internazionale “Gaetano      Cingari” e il premio nazionale “Calabria e Basilicata”. Davide, affetto da un grave disturbo bipolare, è      legato inesorabilmente ai bizzarri umori del Po che negli anni ’50 aveva allagato la casa dei nonni, costringendo il resto      della famiglia a trasferirsi nel pressi di Ferrara. Proprio nel cuore di questa città il protagonista, tra baratri depressivi,      raptus erotici, momenti euforici e una grande sete di cultura, riesce a rendere unica la sua vita. Squarotti, noto critico      letterario, ha affermato: «Questo romanzo spicca come un trionfo raro di verità e bellezza». (s.g.) . Samuele Govoni ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Il mio FIGLIO DI MERCURIO su NOIDONNE

Un viaggio negli abissi della psiche umana: il romanzo di Gabriella Bertizzolo

Il romanzo di Gabriella Bertizzolo, “FIGLIO DI MERCURIO” (Ed Leonida), una ‘novità nel panorama narrativo’…
inserito da Redazione

‘Figlio di Mercurio’ rappresenta per la forza, il coraggio contenutistico e la verve comunicativa una novità all’interno del panorama narrativo – Così Francesca Rappoccio nella Prefazione del libro di Gabriella Bertizzolo -. È un viaggio negli abissi della psiche umana, forse un biglietto di sola andata per la follia, percorso sui binari di un’esistenza dall’apparenza normale e regolare”. Il romanzo narra la storia di Davide, “personaggio scomodo, borderline, esaltato e divorato da turbe psichiche che lo rendono ai più incomprensibile e indecifrabile. (….) Il protagonista raffigura il lato oscuro dell’uomo, rigurgito della società ‘normale’ la quale vorrebbe addirittura cancellare traccia di quest’ombra che non può assumere sembianze d’individuo…” Il romanzo di Bertizzolo, che “per la particolarità degli argomenti affrontati, si consiglia a un pubblico adulto” parla dell'”arcano, insondabile legame unisce Davide, affetto da grave disturbo bipolare, ai bizzarri umori del Po che negli anni Cinquanta aveva allagato la casa dei nonni facendo morire di crepacuore nonno Isidoro e costringendo gli altri componenti della famiglia Narcolessa a trasferirsi chi a Vigonza, chi nei pressi di Ferrara. Proprio nel cuore della città estense il protagonista, figlio di una sarta di Papanice (Crotone) che non l’ha mai accettato e di un postino succube della moglie, durante la frequenza del liceo subisce una delusione amorosa che segnerà tutta la sua esitenza. Infatti egli arriva al punto di considerare le donne l’incarnazione del male, e, temendo un nuovo coinvolgimento emotivo, placa i suoi i suoi impulsi sessuali con l’autoerotismo e negli incontri mercenari. Tra momenti di euforia, raptus erotici, baratri depressivi, psicofarmaci, ricoveri spontanei e coatti, grazie a un’intelligenza fervida, a una grande sete di cultura e a uno straordinario senso dell’ironia, riesce a rendere sopportabile e unica la sua vita. Il casuale incontro con la bellissima Floriana, la “divina rossa”, lo arrende all’amore, ma… ”
Gabriella Bertizzolo, “FIGLIO DI MERCURIO” (Ed Leonida) (18 Giugno 2013)

“FIGLIO DI MERCURIO” su RECENSIONI LIBRI

                        Figlio di Mercurio [la mente ri(s)cattata]. Romanzo di Gabriella Bertizzolo

La cover del Romanzo di Gabriella Bertizzolo

La cover del Romanzo di Gabriella Bertizzolo

Nella Ferrara degli anni Novanta Davide, affetto da disturbo bipolare grave, viene rimbalzato come una pallina da ping pong dalla casa di Francolino al reparto psichiatrico dell’Arcispedale, da questo alla comunità protetta, per tornare nuovamente a casa dove la madre di origine calabrese – che non smette di ricordargli che voleva abortirlo – lo rispedisce all’Arcispedale. Impotente il padre succube della moglie, conflittuale il rapporto con il fratello più giovane e con la sorella che cela una doppia vita. L’unica persona che comprende la sua sofferenza – oltre a Gavino e gli altri agli amici del repartino (“la gang dei matti”) e alla psicoterapeuta – è nonna Orsina, personaggio indimenticabile, tratteggiato con vera maestria (“La sua bellezza austera aveva qualcosa di commovente, proveniva da arcane sorgenti di fatica, dignitosa sofferenza”).

L’autrice con sicurezza e audacia, mettendosi nei panni e nella penna del protagonista, ci svela i sogni, gli incubi, i pensieri (immortalati nell’amico Diario che assorbe la sua vis scribendi), le turbe sessuali di Davide, il quale dopo una delusione sentimentale subita al liceo (“mi ero convinto, dopo averlo sperimentato sulla mia pelle, che le donne sono il peggior danno possibile per un uomo”), riesce a calmare le pulsioni carnali solo con l’autoerotismo o in incontri mercenari. Impulso spasmodico di conoscenza (il dizionario è un amico fedele e insostituibile) e urgenza sessuale, riviste pornografiche e santini della zia suora, femmine di strada  e donne angelo  “ricattano” la mente di Davide, che nell’incontro con Floriana, la “divina rossa”, riesce a  “riscattarsi”.

La storia, attualizzata grazie ai precisi riferimenti di quegli anni soprattutto calcistici e musicali e alla descrizione fotografica del tessuto urbano della città estense, si snoda attraverso più piani narrativi, tra realtà e immaginazione, normalità e follia, pulsioni animalesche e tratti di romanticismo. Oltre a ciò l’angoscia instillata nel lettore – anziché distoglierlo –  lo costringe a non staccare mai gli occhi dalle pagine (200) del romanzo. Questa pluralità di significati è rintracciabile anche nel titolo in cui il nome “Mercurio” è polisemantico: può essere associato al dio messaggero raffigurato con le ali, protettore dell’eloquenza, del commercio e dei ladri nella mitologia greca e romana; al pianeta omonimo, il più vicino al Sole con orbita eccentrica;  al mercurio liquido detto “argento vivo” che sguscia dal termometro.

Il romanzo, per l’inedito, si è aggiudicato il Premio Internazionale “Gaetano Cingari” nel 2009 e la prima edizione del “Premio di Basilicata e Calabria” nel 2010.

Giorgio Bàrberi Squarotti

“FIGLIO DI MERCURIO” su CM NEWS Area dello Stretto e Calabria

CMnews.it
Sabato 8 Giugno 2013 ore 13:14

      

La Leonida Edizioni ha presentato presso il Salone di Torino Figlio di Mercurio

di redazione – 21 maggio 2013

L’anno delle due “C”: Cile e Calabria, entrambe ospiti d’onore al XXVI Salone Internazionale del Libro di Torino, Lingotto Fiere, manifestazione dal titolo pregnante ed evocativo “Dove osano le idee”. Da ricordare che è il primo anno che il Salone dedica una sezione speciale a una Regione ospite: la Calabria con i suoi autori, le case editoriali, il patrimonio artistico e gastronomico. Nel padiglione 3 all’ampia esposizione di libri usciti per i tipi di editori calabresi, fra cui quelli della  Leonida Edizioni del dott. Domenico Polito, faceva seguito un delizioso angolo di prodotti tipici culinari, un tripudio di colori ove il rosso del peperoncino dava un soffio di vita… se ce n’era bisogno! Alle pareti variopinte, maschere dell’artigianato locale venivano prese di mira da vari fotoamatori. Alcune sale di presentazione completavano lo spazio destinato alla regione ospite. All’Autrice Gabriella Bertizzolo era riservata la sala Meeting, dove alle 15.00 di giovedì 16 (primo giorno dell’evento) la dott.ssa Mara Rechichi l’ ha presentata al pubblico, parlando della sua produzione poetica e narrativa fino all’uscita freschissima del romanzo Figlio di Mercurio, edito dalla Leonida Edizioni, che per l’inedito si era aggiudicato due premi. La Rechichi si è soffermata ad analizzare la profonda valenza del sottotitolo “La mente ri(s)cattata”, chiedendo all’Autrice del rapporto esistente con la Calabria (la madre del protagonista del romanzo, Davide, è figlio di una signora di Papanice, piccolo paese vicino a Crotone). La Bertizzolo ha parlato dei diversi piani narrativi attraverso cui si snoda la vicenda del ragazzo bipolare, delle sue delusioni, scelte, pulsioni sessuali, voli e cadute… Alcuni passi in lingua calabro-crotonese sono stati gentilmente letti dalla dott.ssa Rechichi. Un particolare comico: proprio mentre l’Autrice avvisava i presenti che la storia, per le particolari tematiche e situazioni presenti era adatta ad un pubblico adulto, un gruppo di adolescenti prendeva posto sulle sedie..

“FiGLIO DI MERCURIO” su “IL DISPACCIO”

La Leonida Edizioni ha presentato presso il Salone di Torino “Figlio di Mercuri”o il romanzo di Gabriella Bertizzolo

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“Figlio di Mercurio” su Futuro Scrittura

FIGLIO DI MERCURIO La mente ri(s)cattata

Posted on 4 giugno 2013 by in Nuovi libri  //  0 Comments

UnBertizzolo FIGLIO DI MERCURIO aprile 2013 arcano, insondabile legame unisce Davide, un ragazzo affetto da un grave disturbo bipolare ai bizzarri umori del Po che negli anni Cinquanta aveva allagato la casa dei nonni paterni, facendo morire nonno Isidoro di crepacuore e costringendo i familiari a spostarsi chi a Vigonza, chi a Ferrara. Nel cuore della città estense fra il 1990 e il 1997 il protagonista, oppresso da una gran voglia di erudizione e un’altrettanta voglia sessuale placata solo negli incontri mercenari (unico sfogo sessuale dopo le delusioni adolescenziali), fa la spola tra il reparto di Psichiatria dell’Arcispedale (dove c’è Gavino, un paranoide col quale consolida una forte amicizia, tanto che solo a lui confiderà la sua decisione estrema), l’abitazione a Francolino, all’estremo confine con il Veneto dove la madre, proveniente da un paesino della Calabria, gli ripete che aveva cercato di non farlo nascere. Il padre, un fattorino postale, più sensibile alle problematiche del figlio, è però impotente e succube della moglie. Il fratello minore di Davide in alcune occasioni conforta il protagonista, mentre la sorella, già intrappolata in una squallida situazione personale, dovrà subirne gli assalti maniacali.  Psicofarmaci, incubi, sesso a pagamento, episodi maniacali, terribili depressioni, ricoveri spontanei e coatti uniti a un’ intelligenza fervida, ad una grande passione per lo studio e a uno straordinario senso dell’ironia riescono a rendere sopportabile e unica la vita del protagonista… Il casuale incontro con Floriana, bellissima, sensuale e nevrotica, lo arrende all’amore ma gli accende una stritolante gelosia verso lo strizzacervelli di quest’ultima… Davide verrà internato due anni in un Ospedale Psichiatrico Giudiziario. Uscito, quasi completamente riabilitato, dopo un periodo di gravi amnesie, un po’ alla volta riacquista la memoria…  si ricorderà dei genitori, del fratello, della sorella, dell’adorata nonna Orsina, di terapeuti e amici, ma non della donna di cui si era innamorato e che lui è convinto di avere solo baciato.Un giorno, mentre è seduto al parco, un accidentale colpo di pallone lo fa incontrare con un bambino che …